La tregua tra Stati Uniti e Iran provoca un crollo del petrolio, un'impennata del Bitcoin e un rialzo dell'oro

By: WEEX|2026/04/08 10:40:06
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8 aprile 2026 – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver acconsentito a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l'Iran per un periodo di due settimane, dando vita a quello che viene definito un «cessate il fuoco reciproco». La decisione è stata presa a seguito di consultazioni con il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif e il capo dell'esercito, il generale Asim Munir.

La tregua tra Stati Uniti e Iran provoca un crollo del petrolio, un'impennata del Bitcoin e un rialzo dell'oro

Condizione fondamentale per il cessate il fuoco: L'Iran deve accettare la riapertura «totale, immediata e sicura» dello Stretto di Hormuz. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi si è impegnato a garantire il libero transito attraverso lo stretto durante le due settimane di tregua.

Stato di avanzamento delle trattative: Il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno ricevuto dall'Iran una «proposta in dieci punti», che ha definito una «base valida per i negoziati». Sono previsti ulteriori colloqui a Islamabad. Inoltre, la CNN, citando fonti della Casa Bianca, ha riferito che anche Israele ha accettato di aderire alla tregua di due settimane.

È importante sottolineare che l'Iran aveva già respinto una proposta di cessate il fuoco di 45 giorni, chiedendo la cessazione definitiva delle ostilità, il pagamento di riparazioni di guerra e la revoca delle sanzioni. Il ministro degli Esteri iraniano ha sottolineato che una tregua temporanea «non significa la fine della guerra».

La volatilità nelle tre principali classi di attività

1. Petrolio (forte calo)

La notizia del cessate il fuoco ha provocato un drastico calo dei prezzi del petrolio, poiché il panico dei mercati riguardo alle interruzioni dell'approvvigionamento si è rapidamente placato.

RiferimentoFluttuazioneLivello dei prezzi
Petrolio greggio WTIÈ crollato di circa il 17%Ha sfondato la soglia dei 95 dollari al barile, scendendo brevemente sotto i 90 dollari al barile durante le contrattazioni intraday
Petrolio BrentIn calo dello 0,5% (chiusura di martedì)109,27 dollari al barile

Contesto: Prima dello scoppio del conflitto, il greggio WTI veniva scambiato a meno di 58 dollari al barile. Nonostante il forte calo, il WTI rimane circa il 55% più alto rispetto ai livelli prebellici. Gli analisti avvertono che, anche in presenza di un accordo definitivo, i danni alle infrastrutture degli impianti di produzione nel Golfo potrebbero far sì che il ritorno alla normalità dell'offerta richieda mesi.

2. Oro (in rialzo)

Il prezzo dell'oro è salito in seguito all'annuncio del cessate il fuoco, sostenuto dall'indebolimento del dollaro statunitense e dalle persistenti incertezze geopolitiche.

RiferimentoFluttuazione
Oro al contanteIn rialzo dell'1,4% - 1,6%, avvicinandosi a 4.770 - 4.780 dollari l'oncia
Contratti futures sull'oro con scadenza a giugno sul COMEXHa chiuso a 4.684,7 $ l'oncia (martedì)

Nota speciale: Da quando il conflitto è scoppiato alla fine di febbraio, il prezzo dell'oro è sceso di quasi il 10%. La sua tradizionale funzione di bene rifugio si è in qualche modo indebolita, in parte perché gli investitori sono stati costretti a liquidare le loro posizioni in oro per coprire le perdite subite su altri mercati.

3. Bitcoin (forte rialzo)

Il Bitcoin ha registrato un forte rialzo sulla scia di una maggiore propensione al rischio in seguito alla notizia del cessate il fuoco, passando dai circa 69.000 dollari precedenti all'annuncio ai circa 72.000 dollari attuali. L'aumento del valore del Bitcoin ha coinciso con un miglioramento generale del clima di fiducia nei confronti degli asset rischiosi. I futures sui titoli statunitensi hanno registrato un forte rialzo, mentre i prezzi del petrolio sono crollati.

Considerazioni finali sul Bitcoin

Nonostante il forte rialzo, è opportuno mantenere un atteggiamento prudente. La fascia compresa tra 70.000 e 72.000 dollari ha storicamente rappresentato un forte livello di resistenza. La tregua è solo temporanea (due settimane) e un’eventuale interruzione dei negoziati potrebbe innescare una fase di vendite massicce verso la zona di supporto compresa tra i 62.000 e i 65.000 dollari. Per ora, il Bitcoin deve chiudere decisamente sopra i 72.500 $ per confermare un vero e proprio breakout; se non ci riuscirà entro 48–72 ore, potrebbe verificarsi un rapido ritracciamento.

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